FAQs
Questa pagina propone una selezione di risposte alle domande più frequenti nell’ambito del contesto PISA, sulle sue inchieste e sui suoi scopi.
Come vengono selezionate le scuole e gli allievi partecipanti?
In Svizzera partecipano all’indagine PISA allieve e allievi quindicenni e allieve allievi del nono anno scolastico che frequentano i seguenti istituti di formazione:
Scuole del 7., 8., 9. e 10. anno del settore secondario I
Scuole di formazione generale del settore secondario II quali licei e scuole di cultura generale
Scuole professionali del settore secondario II.
Il procedimento di campionamento prevede due fasi: in un primo passo vengono selezionate le scuole in proporzione alle loro dimensioni. In un secondo passo vengono selezionati gli allievi partecipanti.
Gli allievi interessati dal progetto PISA 2009 vengono scelti tramite una procedura di selezione casuale fra tutti gli allievi di 15 anni di età, a prescindere dal tipo di scuola o dal livello.
A questo campione di studenti 15enni si aggiunge in Svizzera un campione nazionale di allievi del nono anno scolastico, sempre selezionato secondo la stessa procedura aleatoria. L’estrazione di un campione del nono anno consente di effettuare confronti fra le prestazioni scolastiche delle tre regioni linguistiche in Svizzera al termine della scolarizzazione obbligatoria, in quanto si dispone di un numero sufficiente di allievi per ciascuna regione linguistica. Dato l’elevato numero di allievi 15enni iscritti al nono anno, i due campioni in parte si sovrappongono.
Al momento di scegliere la popolazione di riferimento a livello internazionale, ci si è accorti che questa è l’età in cui più spesso (in più Paesi) termina l’obbligo scolastico e quindi rappresenta un buon punto di riferimento per effettuare paragoni tra Paesi.
Perché gli allievi del nono anno?
In Svizzera il nono anno rappresenta la fine dell’obbligo scolastico (indipendentemente dall’età degli allievi), di modo che questo è un punto di riferimento temporale uguale per tutti i Cantoni e permette i confronti sia tra Cantoni che tra regioni linguistiche.
Questa procedura consente inoltre di confrontare i diversi indirizzi o profili del secondario I.
Come vengono creati gli esercizi?
Gli esercizi vengono sviluppati nel rispetto del quadro concettuale definito dal PISA Governing Board (in cui siede un membro per ogni Paese partecipante); in parte vengono sviluppati dal consorzio internazionale, coi suoi gruppi di esperti per ogni ambito valutato, e in parte possono essere proposti dai Paesi partecipanti. In ogni caso gli esercizi sottostanno a varie procedure standardizzate di valutazione da parte degli esperti dei vari Paesi partecipanti, e in base a queste procedure, alcuni di questi esercizi vengono eliminati o modificati ancora prima del test pilota. Dopo il test pilota vi è un’ulteriore selezione e/o modifica degli esercizi.
Il test pilota permette per esempio di verificare se un esercizio viene risolto con la stessa facilità in tutti i paesi. In caso contrario potrebbe esistere una preferenza culturale che influisce negativamente sulla comparabilità degli esercizi nei vari paesi. Differenze nei risultati del test possono inoltre attirare l’attenzione su problemi di traduzione. Test statistici di questo tipo offrono un aiuto importante per la scelta di esercizi adatti al test principale, ad esempio per selezionare esercizi di livelli di difficoltà differenti.
Quali competenze vengono esaminate e perché quelle?
Sono state scelte la comprensione dello scritto, la matematica e le scienze perché sono considerati da tutti gli esperti gli ambiti “base” o fondamentali per condurre una vita adulta consapevole e attiva nella società e sui quali si poggiano le fondamenta per l’apprendimento durante tutta la vita.
Dopo quanto tempo si hanno i risultati?
I primi risultati internazionali si hanno di regola nel mese di dicembre dell’anno seguente il test principale. In Svizzera, i primi risultati a livello nazionale sono pubblicati allo stesso tempo. In seguito vengono inoltre pubblicati rapporti regionali e cantonali. I tempi relativamente lunghi sono dovuti al fatto che i Paesi partecipanti sono molti, e i dati vengono “puliti” e preparati dal consorzio internazionale e sottostanno a varie procedure di verifica che richiedono parecchio tempo.
Perché non si possono vedere gli esercizi?
L’aspetto innovativo di PISA rispetto ad altre indagini internazionali è l’intento di permettere la comparabilità dei risultati non solo tra i diversi Paesi ma anche nel corso del tempo. Gli esercizi vengono quindi in gran parte riutilizzati in più cicli e quindi devono rimanere “segreti” per evitare che alcuni Paesi “allenino” i loro allievi e rendano inattendibili i risultati.
Alcuni esempi di esercizi “liberati” perché non più utilizzati sono visibili (esempi di esercizi di lettura, di matematicae di scienze).
È proprio necessaria un’altra indagine PISA?
Per poter seguire lo sviluppo delle competenze di allieve e allievi sull’arco di un periodo prolungato è necessario ripetere il ciclo di svolgimento triennale più volte. Per questo motivo un nucleo di esercizi in lettura, matematica e scienze viene mantenuto costante in ogni ciclo permettendo di verificare se le competenze delle varie generazioni di allieve e allievi migliorano o peggiorano col passare del tempo.
I test vengono somministrati secondo un procedimento standardizzato da collaboratori appositamente formati e durano una mattinata. Allieve e allievi hanno due ore di tempo per risolvere gli esercizi del test. Dopo una pausa devono compilare un questionario riguardante la loro situazione familiare, le loro abitudini di apprendimento e l’uso delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Anche le direzioni scolastiche devono rispondere a un questionario riguardante le scuole partecipanti.
I risultati sono rappresentativi?
PISA risponde alle esigenze di un’indagine rappresentativa in quanto vi partecipa un gran numero di scuole, rispettivamente di allieve e allievi.
È inoltre importante tenere conto del fatto che ogni singola scuola contribuisce alla rappresentatività di una popolazione più grande (ad esempio di un Cantone o di un Paese). Per questo motivo è molto importante che tutte le scuole selezionate partecipino all’indagine PISA.
I risultati ottenuti dai vari Paesi sono paragonabili?
Vengono compiuti grandi sforzi per garantire la comparabilità tra i risultati ottenuti da paesi e gruppi di allievi diversi. Oltre al già citato modo di procedere adottato nella creazione del test (che tiene conto, ad esempio, della comparabilità culturale degli esercizi) lo svolgimento dell’indagine viene controllato regolarmente in tutti i Paesi partecipanti da collaboratori del consorzio PISA internazionale. Questi parteciperanno anche ad un campione delle sedute in cui verrà eseguito il test, per garantire che il procedimento standardizzato di esecuzione venga rispettato in tutti i Paesi. Per l’interpretazione dei risultati resta comunque da considerare che nonostante l’alta comparabilità dei dati raccolti è necessario valutare cautamente cosa (e rispettivamente chi) possa venire paragonato con cosa.
Nel momento in cui vengono confrontati i risultati di due o più paesi, bisogna prendere in considerazione non solo i punteggi, ma anche le condizioni quadro di ciascun paese e le caratteristiche dei diversi sistemi scolastici.
Perché l’indagine PISA è importante per la politica dell’educazione?
L’indagine PISA è essenzialmente una valutazione dei sistemi educativi che mette a disposizione della politica dell’educazione dati fondamentali per la loro ottimizzazione. In Svizzera la CDPE ha sviluppato sulla base dei risultati di PISA un piano d’azione comprendente una vasta serie di provvedimenti. Anche se una parte di essi era stata lanciata già prima (ad esempio HarmoS) PISA ha contribuito ad accrescere l’attenzione per alcuni temi centrali quali ad esempio il grande numero di allieve e allievi con competenze in lettura insufficienti, la forte correlazione tra l’origine sociale e i risultati ottenuti in sistemi scolastici molto selettivi o le difficili condizioni di apprendimento in determinate classi, dovute alla presenza di allievi deboli spesso provenienti da famiglie svantaggiate.
Perché l’indagine PISA è importante per la ricerca in educazione?
Gli interessi della ricerca in educazione si soffermano meno sulle prestazioni assolute dei sistemi scolastici che non su come possano venire spiegate le differenze esistenti tra e all’interno di vari sistemi di formazione. Ciò è possibile grazie ai dati raccolti tramite il questionario per gli allievi e a quello per le direzioni scolastiche. Per la ricerca in educazione svizzera la partecipazione all’indagine PISA offre inoltre la possibilità di allacciare e mantenere contatti nazionali e internazionali e di ampliare le proprie conoscenze metodologiche. Sarebbe inoltre auspicabile che il campione PISA venisse usato anche per altri progetti di ricerca. In particolare studi longitudinali potrebbero rivelare aspetti importanti riguardanti lo sviluppo individuale di competenze e le caratteristiche di un insegnamento efficace.
Perché l’indagine PISA è importante per l’insegnamento?
Le direzioni scolastiche e i docenti possono trarre vantaggio dai risultati dell’indagine PISA per ottimizzare l’insegnamento e lo sviluppo della scuola. Di particolare rilievo sono qui gli aspetti concernenti l’insegnamento e l’apprendimento. Per le pratiche pedagogiche sono importanti anche i dati concernenti le caratteristiche che facilitano l’apprendimento autonomo degli allievi (ad es. interessi, strategie d’apprendimento, ecc.)
Un influsso sistematico sull’insegnamento dovuto ai risultati di PISA avviene indirettamente tramite la formazione e l’aggiornamento dei docenti e tramite materiali didattici. In particolare il concetto di “literacy” promulgato da PISA con i suoi esercizi orientati alla pratica quotidiana ha stimolato la discussione didattica.
In quali ambiti PISA non può fare affermazioni?
a) PISA si concentra su una parte degli obiettivi scolastici. Senza dubbio vengono misurate competenze importanti, esse però rappresentano solo una parte degli obiettivi di apprendimento. Di conseguenza non permettono di fare affermazioni ad es. sulle conoscenze nelle lingue straniere, nelle materie artistiche o sulle competenze sociali. Aspetti concernenti motivazione e cognizione vengono invece rilevati nell’ambito dell’esplorazione dell’apprendimento autonomo.
b) PISA misura le prestazioni di allieve e allievi di una certa fascia d’età, ovvero dei giovani al termine dell’obbligo scolastico (i quindicenni e in Svizzera anche chi frequenta il nono anno scolastico). Ciò non permette di trarre conclusioni per allievi delle scuole elementari e per i giovani adulti.
c) Non vengono raccolti dati in merito ai docenti, né tramite questionari, né tramite osservazioni durante le lezioni. Non si possono perciò fare affermazioni sugli effetti dell’insegnamento sull’apprendimento.
d) PISA non è un’indagine che esamina singole scuole o insegnanti. Per questo motivo i suoi risultati non possono venire usati per stilare graduatorie di istituti scolastici o per la valutazione di docenti.
Concludendo, per i motivi citati, i risultati di PISA vanno interpretati considerando anche le conclusioni di altre indagini.
I docenti possono preparare i loro allievi per i test PISA?
Alcuni esercizi di PISA 2000, 2003 e 2006 sono pubblici e disponibili sul sito PISA2009. Questi quesiti non saranno più utilizzati per i prossimi test. È difficile prepararsi in modo diretto a questo tipo di test.
Gli allievi o i loro genitori possono rifiutare di partecipare ai test PISA?
Il numero di allievi che rifiuta di partecipare ai test PISA è esiguo, nonostante non si possano obbligare gli allievi a partecipare a test di questo tipo. Per stimolare gli allievi a partecipare a questi test, sia loro che i genitori vengono informati per iscritto, e si sottolinea l'importanza della loro partecipazione a questa inchiesta.
I risultati di PISA forniscono indicazioni sulle competenze dei docenti?
No, i risultati ottenuti in media da un paese forniscono un’informazione sulle prestazioni del relativo sistema educativo. Non possono quindi essere interpretati come il risultato diretto delle competenze dei docenti. La prestazione degli studenti è il risultato di molteplici fattori, e la competenza dei docenti è uno fra i tanti.


